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ALIMENTAZIONE

  1. ALIMENTAZIONE APROTEICA
  2. ALIMENTAZIONE SENZA SUCCHERO
  3. PRODOTTI BIOLOGICI E BIODINAMICI
ALIMENTAZIONE APROTEICA

L’alimentazione aproteica è indicata per pazienti nefropatici la cui condizione può giungere all’insufficienza renale cronica (IRC) che può essere definita come una riduzione irreversibile e progressiva della funzionalità renale.

Questo stato può essere valutato e quantificato attraverso la clearance della creatinina e quindi del Volume del Filtrato Glomerulare (VFG): la sua riduzione è proporzionale alla gravità della IRC.
Altrettanto importante è il dosaggio della creatininemia e dell'azotemia che sono sostanze che si accumulano in circolo perché non eliminate con le urine, come fisiologicamente dovrebbe avvenire; quindi ad una loro maggiore concentrazione ematica corrisponde una IRC più grave.
L'alimentazione ha una importanza determinante per migliorare lo stato di nutrizione (spesso compromesso), per correggere le frequenti alterazioni elettrolitiche, per evitare le carenze vitaminiche etc..
A questo proposito è importante ricordare che il rene ha anche una funzione endocrina in quanto produce eritropoietina, renina, prostaglandine, etc; inoltre attiva la vitamina D che è importante in tutte le fasi della vita ma ancor di più nell'età evolutiva.
È pertanto importante:

  1. valutare lo stato di nutrizione;
  2. adeguare l'alimentazione allo stadio dell'IRC che può essere leve, moderata e grave.

L'apporto proteico deve essere di alto valore biologico e di 0,6 g pro Kg di peso ideale pro/die .
Tale quantità dovrebbe essere sufficiente per evitare la malnutrizione ed anche per permettere un ottimale accrescimento staturale nell’età evolutiva, sempre che la quantità totale di energia e dei vari nutrienti sia adeguata alle necessità dell'organismo.
Ma molto spesso una dieta per quanto corretta, appropriata e personalizzata non è sufficiente ad ottenere questi risultati, tanto più se il grado dell'IRC costringe ad abbassare notevolmente la quota di proteine.
Per sopperire ad un insufficiente apporto calorico o a specifiche necessità non soddisfatte dalla dieta, è necessario ricorrere, in relazione allo stato clinico, nutrizionale e biochimico del paziente, ad integratori salino-vitaminici o a prodotti dietetici (preparati industriali che sono destinati ad una alimentazione particolare e che sono caratterizzati dalla specificità di destinazione).

Nell'IRC è difficile conciliare il giusto apporto calorico necessario per il mantenimento ponderale senza aumentare le proteine e pertanto anche l'apporto di fosforo; ecco perché è necessario utilizzare degli alimenti dietetici a basso o nullo contenuto proteico, definiti per l'appunto "aproteici", ma che diano anche un adeguato apporto calorico.
Sono state formulate, prodotte ed immesse sul mercato linee complete di prodotti dietetici aproteici appositamente creati per le insufficienze renali che ci aiutano a:

  1. ridurre l'apporto proteico in modo proporzionale ai livelli precedentemente indicati della funzione renale risparmiandone il lavoro;
  2. regolare l'apporto calorico per raggiungere o mantenere il peso ideale;
  3. limitare l'apporto di sodio per il controllo della pressione arteriosa e del fosforo, nocivo per un apparato renale ipofunzionante.

Sono alimenti a base di amidi, a ridotto contenuto proteico e di fosfati; non aggravano il lavoro renale, hanno lo stesso aspetto, gusto ed apporto calorico dei corrispondenti alimenti comuni che vanno a sostituire.
Fra i prodotti dietetici aproteici utilizzati dai pazienti nefropatici troviamo la pasta e il riso in vari formati e grammature; il pane e i sostituti del pane (grissini, fette tostate, pane biscottato, pan carrè, crackers), i biscotti (frollini, wafers), una particolare farina che consente di preparare tutte le ricette tradizionali dolci o salate (pane, pizze e torte dolci); vi sono inoltre sostituti aproteici del latte e dell'uovo ed altri ancora.
Possono essere utilizzati anche alimenti aproteici ad alto valore energetico per ottimizzare l'apporto calorico nei regimi alimentari ipoproteici e nei trattamenti in cui è indispensabile non alterare il carico renale dei soluti (Es. NEC).
L'intervento dietoterapeutico deve tuttavia essere realizzato quanto più precocemente possibile; l'effetto protettivo del regime ipoproteico ed ipofosforico si traduce in una più prolungata sopravvivenza dei glomeruli e quindi in un allontanamento del trattamento dialitico del paziente o quantomeno gli permette di giungervi in un buono stato di nutrizione; altrettanto dicasi per l'eventuale trapianto.

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ALIMENTAZIONE SENZA SUCCHERO

Il Diabete Mellito è una condizione caratterizzata da un patologico aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. Responsabile di questo fenomeno è un difetto assoluto o relativo di insulina, ormone secreto dalle insule di Langherhans del pancreas ed indispensabile per il metabolismo degli zuccheri. Si ritiene normale la glicemia fino al valore di 110 mg/dl, i valori compresi fra 110 e 125 definiscono la condizione di alterata glicemia a digiuno (IFG). Valori di glicemia uguali o superiori a 126 mg/dl. Sono sufficienti secondo l'American Diabetes Association a porre diagnosi di diabete. La diagnosi di Diabete è certa con un valore = a 200 mg/dl, rilevato in qualunque momento della giornata o due ore dopo un carico di glucosio. Valori di glicemia compresi fra 140 a 200 dopo un carico di glucosio definiscono invece la ridotta tolleranza al glucosio (IGT). IFG ed IGT possono evolvere nel tempo verso un Diabete conclamato.

La dieta rappresenta la base essenziale della terapia del diabete mellito di tipo 2. In molti casi una corretta alimentazione ed un aumento dell'attività fisica sono sufficienti a riportare la glicemia a livelli accettabili, anche senza ricorrere ad una terapia farmacologica.
Dieta non vuol dire non mangiare o mangiare sempre le stesse cose o seguire rigidamente uno schema fisso con tutti gli alimenti pesati. Dieta vuol dire alimentarsi in modo corretto, secondo le esigenze del nostro organismo.

Obiettivi

Il primo obiettivo da raggiungere è quello di perdere qualche chilo di grasso.
I chili in eccesso rendono più difficile il controllo del diabete e aumentano il "rischio cardiovascolare", soprattutto se depositati nell'addome. Un calo di peso di circa il 10 %, in genere corrispondente a 5-7 Kg, è sufficiente a migliorare significativamente il compenso glicemico, oltre ad essere utile ad abbassare i valori della pressione sanguigna e a migliorare l'assetto dei grassi del sangue.

Combattere il sovrappeso

Per perdere peso occorre soprattutto ridurre l'assunzione di grassi con gli alimenti, ridurre il consumo di alcol, aumentare il consumo di verdure e soprattutto aumentare l'attività fisica. Camminare almeno mezz'ora tutti i giorni è fondamentale.
Ridurre i grassi animali

I grassi d'origine animale sono dannosi non solo perché apportano molte calorie, ma anche perché aumentano il colesterolo e favoriscono l'aterosclerosi, danneggiando le arterie. I grassi animali sono contenuti principalmente nel burro, nel latte intero, nei formaggi, negli insaccati e nelle carni rosse.
E' necessario non consumare burro e margarina, utilizzare latte parzialmente scremato o scremato e ridurre fortemente i formaggi, dando la preferenza a formaggi "magri" come la mozzarella, la ricotta, la scamorza, i fiocchi di latte (al massimo due volte alla settimana come "secondo piatto" e non in aggiunta a fine pasto).
E' opportuno aumentare il consumo di pesce (anche surgelato) ad almeno tre porzioni alla settimana e preferire la carne bianca (pollo, tacchino e coniglio) alla carne rossa.
I salumi come il salame, la pancetta, il lardo, la mortadella e la salsiccia devono essere evitati. La bresaola, il prosciutto crudo e cotto privati del grasso visibile possono essere consumati.
L' olio di oliva è il miglior condimento, da utilizzare comunque con parsimonia, perché apporta anch'esso molte calorie.
I secondi devono essere cucinati ai ferri, a vapore, alla griglia, bolliti, al cartoccio, al forno, al sale, non usando ami grassi.

Evitare brusche variazioni della glicemia

Lo zucchero, il miele, la marmellata, i dolci, i biscotti, il cioccolato, i prodotti di pasticceria, le bevande dolci come la coca-cola, l'aranciata o le spume contengono "zuccheri semplici" (cioè a rapido assorbimento), che fanno aumentare bruscamente la glicemia. Il loro uso è di norma sconsigliato e riservato ad occasioni particolari, comunque sempre con moderazione.
Al posto dello zucchero è possibile usare un dolcificante come l'aspartame, la saccarina o altri.
La frutta contiene zucchero, per cui deve essere assunta con moderazione (due o tre frutti al giorno). Tutta la frutta può essere consumata, limitando fortemente quella molto ricca di zucchero come l'uva, i fichi, le banane e i cachi o la frutta sciroppata o secca.
Il pane e la pasta contengono "zuccheri complessi" che vengono assorbiti più lentamente, provocando minori rialzi glicemici. Possono essere assunti, ma con moderazione: 2-3 fette biscottate a colazione, una porzione di pasta (circa 60-70 g) a pranzo e ½ porzione (circa 30 g in brodo di verdura) a cena, circa 40 g di pane a pranzo e altrettanti a cena. Il pane è preferibile ai grissini e ai crackers. La pasta deve essere condita preferibilmente con sughi semplici, come il sugo di pomodoro o sughi di verdure, confezionati con pochissimo olio (1 o 2 cucchiaini).
Le patate devono essere consumate con moderazione, in sostituzione del pane o della pasta.

Aumentare le fibre alimentari

Le fibre sono utili perchè rallentano l'assorbimento del cibo e quindi la glicemia sale più lentamente, inoltre regolano le funzioni intestinali.
I cibi ricchi di fibre che possono essere consumate senza alcuna limitazione.

Consigli

  • E' opportuno limitare il consumo di alcool ad un bicchiere di vino a pasto; la birra contiene zucchero, il maltoso. Vini dolci, aperitivi, amari e digestivi contengono molti zuccheri oltre che calorie e vanno evitati
  • Limitare il consumo di sale e di cibi conservati, ricchi in sale, soprattutto se è presente ipertensione
  • La focaccia deve essere consumata con estrema moderazione perché ricca di grassi e sale ed evitata se presente sovrappeso

SINTESI

  • I farinacei (pane, pasta, riso, etc..) fanno aumentare la glicemia
  • I grassi, sia animali sia vegetali, fanno aumentare il peso
  • I grassi animali fanno aumentare il colesterolo
  • Nell' 80% delle persone con diabete la causa della malattia è il sovrappeso
  • Per dimagrire bisogna ridurre l'assunzione dei grassi ed aumentare il movimento fisico

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PRODOTTI BIOLOGICI E BIODINAMICI

Per Noi la salute dell’individuo è intesa come “stato di benessere psico-fisico” in accordo con quanto definito dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Per questo abbiamo promosso e sviluppato il settore riservato all’alimentazione.

I prodotti in vendita nel nostro reparto Biologico e Biodinamico sono rigorosamente scelti tra quelli certificati a cui si unisce un servizio di consulenza che possa orientare ad un’alimentazione sana ed equilibrata, strumento principale di prevenzione.

Senza Zucchero Aproteico da Agricoltura Biologica

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