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I dati epidemiologici italiani piú recenti, dicono che un individuo ogni 150-200 è celiaco e molti soggetti con diabete tipo 1 presentano, all’esordio del diabete stesso, una situazione di celiachia non trattata.
La presenza di anticorpi anti beta cellula (ICA) e la tipizzazione HLA consentono di predire lo sviluppo in etá pediatrica in parenti di primo grado di diabetici di tipo 1. Negli anni scorsi per la prevenzione primaria del diabete tipo 1 in soggetti predisposti venivano adottate varie metodologie (somministrazione di Nicotinamide, che fornirebbe un substrato all’ enzima NADP importante nel metabolismo della beta cellula) e di piccole dosi di insulina (osservazione sul recupero funzionale delle beta cellule), ma senza esiti positivi. Attualmente sono in corso studi che cercano di verificare se la barriera intestinale, in particolare attraverso la modificazione della sua permeabilità, possa avere un ruolo diretto nella genesi e nella prevenzione del diabete tipo 1.
E’ stato quindi ipotizzato che un ruolo importante nella patogenesi del diabete tipo 1 sia svolto dall’intestino e, in particolare, da alcuni alimenti e dalle infezioni gastrointestinali. Tale ipotesi spiegherebbe anche l’associazione fra celiachia e diabete 1, in quanto spiegherebbe che la patogenesi di entrambe le patologie sia basata su una comune alterazione intestinale e cioè l’elevata produzione di zonulina.
La zonulina è una proteina di peso molecolare di 47 kDa e regola la permeabilità intestinale a livello del digiuno e dell’ ileo, agendo sulle tight-junctions. Sia in celiaci, sia in diabetici tipo 1 sono stati infatti dimostrati elevati livelli di zonulina e quindi è stato ipotizzato che l’aumento della permeabilità intestinale, da essa indotto, favorisca il passaggio, dal lume intestinale al circolo ematico, di molecole proteiche ad azione antigenica: peptici tossici della gliadina nella celiachia; altri antigeni, che innescherebbero la risposta autoimmune con conseguente distruzione delle cellule beta del pancreas, nel diabete tipo 1. A sostegno di tale ipotesi, alcuni ricercatori hanno dimostrato elevati livelli di zonulina nel 75% di soggetti il cui siero era stato stoccato prima della diagnosi di diabete tipo 1 e nel 66% di non diabetici con elevati livelli di autoanticorpi specifici (ICA, Ab anti GAD, Ab anti insulina). Anche se la diagnosi di celiachia puó precedere quella di diabete tipo 1, nella maggioranza dei casi (circa il 90%) il diabete viene diagnosticato per primo.
(CN 1-2006 - G. Pipicelli, Dir. U.O.C. di Diabetologia e Dietologia Territoriale ASL 7 Catanzaro- F. Tomasi resp. Ser. Dietologia e Nutrizione Clinica Az. Osp.-Universitaria- Ferrara)
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