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Sicurezza sulle tavole esotiche
Il 10% degli italiani che ogni anno si mettono in viaggio scelgono Paesi con condizioni igienico-sanitarie molto diverse dall'Italia. Ma in pochi sanno che il rischio maggiore in vacanza per al salute è il cibo. Gli esperti della Società italiana per la medicina dei viaggi e delle migrazioni (SIMVIM) lo ribadiscono durante un incontro che si è svolto a Milano. Basta poco per evitare i rischi: "Serve un po' di testa - dice Emanuela Zamparo, presidente della Società - il percorso ideale è innanzitutto rivolgersi ai Centri di medicina dei viaggiatori, sparsi su tutto il territorio nazionale, per prendere le informazioni necessarie e partire preparati e ben equipaggiati". Ma un buon punto di partenza è quello di cominciare a tenere a mente una lista di consigli generali. La maggior parte dei vacanzieri italiani sceglierà i Paesi caldi, dove i rischi più diffusi sono la contaminazione degli alimenti e delle acque, la disidratazione, la fatica e il disagio legati a situazioni particolarmente estreme, come il deserto. Per loro un piccolo vademecum con le 10 regole d'oro: "Bere acqua purificata o, se imbottigliata, addizionata di anidride carbonica; mangiare cibi leggeri, ben cotti e serviti caldi; evitare macedonie già pronte, preferendo frutta da sbucciare; evitare insalate crude; non usare mai ghiaccio; consumare latte e latticini solo se pastorizzati; evitare molluschi e pesce crudo o poco cotto, anche se con limone o aceto; evitare cibo venduto in baracchini lungo le strade; asciugare, prima di bere, l'esterno delle lattine messe a refrigerare nel ghiaccio o nell'acqua; usare acqua purificata anche per lavarsi i denti o per assumere medicinali".
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